A Roma le quattro Iniziative di Ricerca sostenute dal PnC insieme al Ministro della Salute Orazio Schillaci

11 Novembre 2025
A Roma le quattro Iniziative di Ricerca sostenute dal PnC insieme al Ministro della Salute Orazio Schillaci

L’Aula Magna del Rettorato della Sapienza Università di Roma ha ospitato oggi l’evento “Salute 5.0 e Ricerca. Le Iniziative del Piano Nazionale Complementare al servizio del Futuro Digitale della Sanità”, un momento di incontro e visione condivisa tra università, istituzioni, mondo della ricerca e della sanità per delineare le nuove traiettorie della salute digitale e sostenibile.

Alla presenza della Magnifica Rettrice Antonella Polimeni e del Ministro della Salute Orazio Schillaci e ad Alessandra Gallone, delegata del Ministro per la Ricerca e l’Università Anna Maria Bernini, le quattro Fondazioni di ricerca del Piano Nazionale Complementare – D³4Health, DARE, ANTHEM e Fit4MedRob – hanno presentato i risultati e le prospettive delle loro attività, mostrando come la collaborazione tra competenze diverse e complementari possa generare un impatto concreto sulla qualità della vita dei cittadini e sull’evoluzione del sistema sanitario nazionale. L’obiettivo comune è costruire un ecosistema della salute sinergico, in cui ricerca, innovazione, strutture ospedaliere, mondo della sanità e istituzioni lavorano insieme per rendere la medicina sempre più predittiva, personalizzata e centrata sulla persona. Le quattro Fondazioni, nate da un’azione coordinata del Ministero della Salute, del sistema universitario e della ricerca italiana, rappresentano oggi un modello unico di cooperazione tra laboratori, centri clinici e territori, capace di tradurre le tecnologie emergenti in soluzioni di cura, prevenzione e riabilitazione sostenibili.

Trattamenti innovativi, sensori e strumenti di diagnosi, intelligenza artificiale e imaging per la salute, medicina di precisione e supporto alle decisioni cliniche: è questo il campo d’azione di Fondazione ANTHEM, che coordina 28 progetti pilota che mettono in dialogo medicina, ingegneria, fisica, informatica ed economia. L’obiettivo è trasformare la conoscenza scientifica in tecnologie e soluzioni concrete per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie croniche e delle malattie che ancora oggi non dispongono di una cura. Al lavoro ci sono oltre 300 ricercatori e 30 partner – tra cui 11 università, 10 centri clinici e di ricerca, 8 imprese e associazioni –, che collaborano all’interno di una rete progettuale articolata, sostenuta anche da 5 partnership internazionali. Un ecosistema che comprende infrastrutture e laboratori d’avanguardia, con 51 milioni di euro già investiti in attrezzature scientifiche avanzate. Punta di diamante è la creazione, a Caserta, del primo centro italiano per la BNCT – Boron Neutron Capture Therapy, tecnologia di frontiera per il trattamento dei tumori resistenti alle terapie convenzionali, unico nel suo genere in Europa. L’attività di ricerca ha già portato a 6 brevetti e più di 330 pubblicazioni scientifiche.
Stefano Paleari, presidente di Fondazione ANTHEM: «ANTHEM promuove una ricerca scientifica applicata, capace di arrivare rapidamente ai cittadini e di rafforzare la competitività della ricerca italiana nel campo della salute. L’impatto sul sistema Paese è concreto e misurabile, e il gruppo di ricercatrici e ricercatori coinvolti è in continua crescita, anche a livello internazionale: un segnale che le iniziative avviate dal PNC possono proseguire oltre il 2026, aprendo prospettive di grande valore. Abbiamo l’occasione di rendere il nostro sistema sanitario all’altezza delle opportunità che le nuove tecnologie e i nuovi ritrovati ci offrono».

Nel corso della giornata, i rappresentanti scientifici e accademici delle quattro Fondazioni – insieme ai partner clinici e tecnologici – hanno approfondito i temi delle tecnologie abilitanti, della sostenibilità del sistema sanitario, della medicina di precisione e delle sfide etiche e normative che accompagnano la transizione digitale della salute.

L’incontro dell’11 novembre ha confermato la centralità della cooperazione tra ricerca pubblica, istituzioni e sistema produttivo come leva per costruire un futuro della sanità fondato su conoscenza, interoperabilità e impatto sociale. Un modello di ricerca integrata e visione condivisa, in cui l’Italia gioca un ruolo da protagonista nella definizione di una sanità più intelligente, inclusiva e sostenibile.

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